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Crescere un bimbo seguendo il Metodo Montessori . Intervista alla Tata Montessori.

2021-06-04 01:37

Cristina Insinga "La Fotografa Dei Bambini"

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Crescere un bimbo seguendo il Metodo Montessori . Intervista alla Tata Montessori.

La Tata Montessori risponde ad alcune domande su come crescere il proprio figlio seguendo il metodo montessori.

Vi avevo anticipato che stava bollendo qualcosa in pentola e finalmente le ricerche e il lavoro di quasi un anno, sta finalmente concretizzandosi. 

 

Sono felicissima di poter, una volta al mese, ospitare all'interno della rubrica di "Risorse per i genitori" professionisti pronti a parlare di argomenti molto importanti per ogni famiglia e che non siano legati solo ed esclusivamente alla fotografia. 

 

Oggi ho il piacere di poter ospitare Ilaria Cichetti, che in molti conoscerete sicuramente come "La Tata Montessori" che ha risposto ad alcune delle domande che almeno una volta ci siamo posti noi genitori riguardo l'avvicinarsi o meno, al metodo Montessori. 

 

Partiamo subito con le domande:

 

1. Che cosa significa crescere un bimbo seguendo il metodo Montessori? 

 

Essere un genitore Montessori per me è una filosofia di vita, un modo nuovo di stare con sé stessi e approcciarsi con i bambini, riconoscendoli come persone con una propria dignità. È imparare ad accettare i figli per quello che sono senza giudicarli, è dare fiducia e lasciare sperimentare rispettando i propri tempi. Il bambino è una persona a sé con un suo cammino e con dei suoi bisogni e noi siamo qui per accompagnarlo. Noi adulti abbiamo la stessa missione del contadino quando semina: predispone il terreno, semina e con fiducia aspetta che ogni piantina diventi sé stessa con verdure o frutta più grandi o più piccole, senza dire alla pianta cosa fare. 

Gentilezza, saper osservare per predisporre in casa un ambiente che risponda alle sue esigenze e che sia nel rispetto di tutti.  Una casa a misura di bambino è una casa funzionale per tutti, non deve diventare scomoda per l’adulto, bensì funzionale per tutti. Autonomia= felicità. Non è una learning tower e un letto con la casetta che fanno il Montessori a casa!  In casa ci sono infinite possibilità per sperimentare l’autonomia e fare attività che sono Montessori, dall’apparecchiare, al travasare, al caricare la lavatrice, sistemare la spesa o stendere i panni. Sono tutte quelle attività che lei chiamava di “vita pratica” che mettono le basi nei primi anni delle persone autonome, risolute, serene con fiducia di potercela fare di domani. In questo senso diventa un vero “aiuto alla vita”. Stendere i panni con le mollette è propedeutico per la corretta impugnatura della penna per quando scriverà e così ognuna di queste cose mettono le basi per il futuro. Lasciate fare e sperimentare in autonomia. I bambini vogliono fare per davvero e non per finta. Vogliono lavorare e ripetere tante volte per imparare non con “il minimo sforzo, massima resa”. Non sostituiamoci perché ogni volta che facciamo qualcosa che potrebbero fare da soli stiamo togliendo la possibilità di crescere! Ricordiamoci che ogni cosa che un bambino dice o fa ha sempre un senso per lui: proviamo a capire e a chiederlo.

Proprio a riguardo ho scritto un articolo per il Magazine di Mumdvisor su “I 10 consigli per diventare una mamma Montessori” 

 

2. Quali sono i benefici principali del metodo Montessori?  

 

Abbracciare questa filosofia di vita significa lavorare su di sé, sui propri vissuti, sull’invertire le credenze sul bambino con cui tutti siamo cresciuti. Tanto se non ci pensiamo noi, ci pensano i bambini o la vita a farci affrontare questi aspetti dal momento che diventiamo genitori, è inevitabile! 

Per me il Montessori ci dà degli strumenti e chiavi di lettura in più nell’affrontare con serenità il nostro rapporto con i figli. Non sentiamo più quel peso della responsabilità di dover fare, essere perfetti, ma ci aiuta a conoscere ed accettare il bambino per quello che è.

Un bambino autonomo è un bambino felice. Sta a noi lasciare il tempo di provare, far vedere con lentezza come fare senza troppe parole perché i bambini usano un senso alla volta, o guardano o ascoltano. Quei 2 minuti in più che lasciamo laddove possibile per fare da solo ne guadagniamo in serenità e autonomia! È un allenamento che dura tutta la vita e ha del bello, come il godersi la passeggiata in natura e non l’arrivare in cima alla vetta. Il bello è il percorso che faremo e costruiremo con i nostri figli.

 

3. Quando cominciare a preparare l’ambiente per il bambino? 

 

Dal mio punto di vista da subito. Lavoro dalla gravidanza con le famiglie, nonni compresi, in modo che quando nasca trovi già una casa accogliente, che abbiano fatto spazio per la persona che sta arrivando sia nel cuore che in quello che sarà il suo nido familiare. Prepararsi, costruire, acquistare ciò che veramente serve ad un neonato ha un entusiasmo contagioso e ci aiuta nel prepararci all’essere genitori. 

Quello che spiego sempre è che bisogna ripensare la casa come qualcosa di dinamico che cresce con i bambini. Un bambino di 4 mesi, uno di 4 e uno di 12 anni hanno esigenze diverse. In commercio tra gli esempi più eclatanti troviamo solitamente due tipologie di cameretta, quella per neonati e quella per bambini che vanno direttamente a scuola con la scrivania. Un bambino di 18-24 mesi cosa ci fa?

La nostra mission è quella di facilitare le autonomie con piccole accortezze sempre in casa, osservando il bambino e le sue difficoltà. Cosa posso fare per aiutare? La casa è in continua evoluzione. Non possiamo dire ai bambini costantemente “no fermo, non toccare!”, “si rompe!” etc… Lo spazio va ripensato e non come circa 30 anni fa in cui la casa quella era e quella restava per tutta la vita e i bambini dovevano adattarsi senza discutere troppo perché l’alternativa era il “bastone”. Il bambino quando non si sente rispettato giustamente si arrabbia e mostra il suo dissenso, che siamo soliti chiamare capricci, in realtà sta manifestando un disagio. Non prendiamolo sul personale e chiediamoci sempre “cosa posso fare per aiutarlo?”

 

4. Quali sono gli step a cui pensare per progettare la cameretta del bambino? 

 

Ogni bambino, ogni casa, ogni famiglia sono una storia a sé. Nel mio lavoro di Tata Montessori e Riorganizzatrice d’interni a misura di bambino per qualunque tipo di problema, lavoro sempre sull’organizzazione degli spazi della casa, oltre che ad un percorso con i genitori. 

 

In generale chiedo sempre alcune informazioni iniziali:

 

– breve descrizione del problema o di cosa preoccupa i genitori
– l’età del bambino
– che interessi ha in questo momento (movimenti e scoperte col corpo, giocattoli e attività preferite, cosa lo interessa…),
– le cose che magari fa e che hai genitori non piacciono: pianto, irrequietezza, sonno, lanciare oggetti o altro
– foto degli spazi della casa (cameretta, stanza dei giochi, soggiorno, cucina) in modo che io possa avere una visione d’insieme della casa per aiutare i genitori ad organizzare l'ambinete nel migliore dei modi. 
– foto di ogni giocattolo per capire com’è organizzato e sistemato, anche di giocattoli che ha messo da parte.

Sulla base degli spazi e dei bisogni del bambino che osserviamo insieme, pensiamo come organizzare gli spazi, dall’ingresso, alla cucina, al bagno, alla cameretta.

 

 

5. Quali zone della casa devono essere predisposte secondo il metodo Montessori? 

 

Come anticipato prima (ovvio se manteniamo la risposta 4), in tutta la casa vanno predisposte le autonomie di base. Un bambino quando rientra può togliersi la giacca e appenderla da solo, senza lasciarla a terra apostrofandoci con il classico “tieni mamma, fai tu!” oppure siamo noi a farlo direttamente perché non sono autonomi e indirettamente stiamo trasmettendo il messaggio “tu nella vita non ce la farai!”. Lo stesso vale in cucina, in bagno, in camera, in balcone o giardino. A seconda della casa che si ha.

Ritengo che la lettura sia importante per i bambini. Consiglio sempre di leggere dalla gravidanza. A seconda dello spazio che si ha in casa è importante predisporre un angolo con alcuni libri, non troppi, possibilmente a vista fino ai 3 anni, ma seguiamo sempre l’esigenza del bambino.

 

6. E l’angolo tana che cos’è?

 

I bambini piccoli adorano nascondersi. Basta uno scatolone lasciate fare il bambino! Oppure coprire un tavolino con una coperta. Il nascondino è importante per facilitare ed elaborare il distacco dalla mamma o per creare un ordine mentale. Da più grandini anche verso i 3 anni giocare a nascondino è che ti nascondi in un posto e resta sempre quello, adorano trovarti sempre lì. Col tempo di trasforma.

La passione per i nascondigli e un posto personale resta anche per i più grandi il cui sogno è costruirsi una casetta sull’albero. 

In generale è importante che i bambini abbiano uno spazio soltanto loro dove conservare ricordi e tesori, dove anche noi dovremmo chiedere il permesso per poterlo vedere. Può essere anche un scatola. Ognuno di noi ha bisogno di uno spazio tutto suo dove rifugiarsi, sia realmente che metaforicamente!


 

Parlando di giochi... 

 

7. Puoi consigliarci qualche gioco creativo da fare con i nostri bimbi? 

 

Sono per fare davvero le cose in casa, seguire gli interessi del proprio bambino e da lì creare con quello che si ha un magico mondo. Vale più di tutto l’oro del mondo e sono quelle cose di cui un bambino si ricorderà.

 

8. Per quanto riguarda i giocattoli, quali secondo te sono i più indicati per un bambino di pochi mesi? 

 

Non parlerei assolutamente di giocattoli. Nelle case che riorganizzo e famiglie che incontro trovo sempre per i piccolissimi i soliti giocattoli in plastica che ci hanno sempre regalato negli anni e che quasi rispondono al reale bisogno del bambino.

Nei primissimi mesi ha senza dubbio bisogno di tanto contatto. Deve ambientarsi in questo nuovo mondo. Vede ancora in bianco e nero e per esempio si può alternare il contatto mettendolo sul un tappeto o telo con giostrine Montessori appese da guardare.

Quando inizierà a muoversi bastano veramente cose semplici che abbiamo anche in casa. Lo stesso quando iniziano a stare seduti (lasciate che arrivino da soli a conquistare una nuova postura senza anticiparla o aiutarli, è quello il grosso lavoro per noi!). Il suo lavoro più grande è il movimento e non fare giochi che mandano in iperstimolazione con luci, suoni, colori e istruzioni.

Ogni bambino è guidato da un maestro interiore che lo guida nella conquista di movimenti e del mondo. Affidiamoci, osserviamo e seguiamo l’interesse del nostro bambino.

 

9. L’errore più grave che hai visto fare ad un genitore con suo figlio? 

 

Non parlerei assolutamente di errore. Tutti noi agiamo con le migliori intenzioni, come aiutare, voler vedere un figlio sereno. Spesso succede perché non si conoscono i reali bisogni e fasi di un bambino. Pensiamo che sia troppo piccolo e ci sostituiamo, ma sarà il bambino in un modo o nell’altro a farci capire che vuole fare da solo. 

Parlerei piuttosto di una caratteristica comune che trovo spesso oggi è il sostituirsi ai bambini per i tempi frenetici che abbiamo e la paura di sbagliare, dire no che credo sia legata sempre a una conoscenza dei bambini.

Trovo anche famiglie dove si ha un’educazione e un modo di fare autoritario. Sculacciare e umiliare un bambino lo segna profondamente nella sua autostima. Si può avere un effetto immediato, ma non risolve il problema. I bambini chiedono rispetto.

Sia nell’uno che nell’altro caso sento che abbiamo ancora da camminare per riconoscere il bambino per ciò che è veramente.

 

10. Un consiglio spassionato per noi genitori? 

 

Fidatevi di ciò che vi dice la pancia e farete la cosa giusta, senza dare ascolto a chi ha consigli o osservazioni indesiderate da fare come “non si fa così”, “poi lo vizi”, “allatti ancora?”. La pancia non sbaglia mai ed è l’indicazione migliore per rispettare la vera natura del bambino. Il bambino ha bisogno di contatto, non prende nessun vizio. La pancia e avere qualche nozione base su come funziona un bambino è il mix perfetto per vivere più serenamente il nostro essere genitori secondo me.

 

11. Qual è l’aspetto che più ti piace del tuo lavoro? 

 

Mi piacciono entrambi i servizi che faccio, sia quello di accompagnare in gravidanza e nel primo anno di vita con il “Montessori dalla pancia”, sia il riorganizzare in presenza con mamme e papà le case a misura di bambino senza stravolgere, riciclando quello che si ha e mettendo in campo ognuno le proprie competenze per il bambino dove poi avviene una bellissima magia.

 

12. Se un genitore volesse una consulenza con te o scoprire altre risorse utili dove può trovarti?

 

Potete trovarmi sul mio sito www.ilariacichetti.com o scrivermi a info@ilariacichetti.com oppure su Facebook e Instagram come “La Tata Montessori” 

Inoltre iscrivendovi alla newsletter https://ilariacichetti.com/newsletter-della-tata/ riceverai informazioni, consigli, spunti e i link ai post del mese nel mio blog.

 

Potrai anche scaricare subito i miei due regali per te: l’ebook “LA TUA CASA È A MISURA DI BAMBINO?” e il pdf per realizzare il cartello “GUARDARE MA NON TOCCARE” per il tuo bebè.

 

Grazie di cuore Ilaria per i tuoi prezisi consigli che sicuramente torneranno a tutti noi genitori molto ulti.

 

Grazie a te per avermi dato l’opportunità di accendere un lumino nei confronti del rispetto del bambino!

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